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Cultura

Nuovo approccio all'opera del Lume italiano
'I Robot di Leonardo', affascinante viaggio fra alcune invenzioni del genio italiano
Mario Taddei, autore del libro, svela i retroscena sugli studi da lui condotti

Milano, 14 apr. – Mostre e libri sulla vita e le opere di Leonardo Da Vinci ne sono state fatte moltissime, ma il genio vissuto fra ‘400 e ‘500 continua a sorprendere anche senza andare a cercare nelle suo opere codici segreti, misteri ed intrighi. Da 5 secoli si studia l’immenso patrimonio d’ingegno che Leonardo ha prodotto, ma, se è probabilmente azzardato dire che siamo appena agli inizi, sicuramente c’è ancora molto da fare e da scoprire. Complice anche il fatto che “spesso e volentieri le mostre che vengono realizzate sono copie di altre precedenti, dove ad essere presentati sono i soliti modelli meccanici e le macchine più semplici che Leonardo ha realizzato: il carro armato, l’automobile, etc.”. Queste le parole accusatorie di Mario Taddei, autore del libro “I Robot di Leonardo”, che ha invece provato a “fare tabula rasa su quanto scoperto fino ad ora e, partendo dai disegni originali del genio italiano, ricostruire quanto questi effettivamente mostrano”.

“Un lavoro lungo e complesso – Ha spiegato Taddei – perché i progetti più complessi di Leonardo, quelli da cui traspare la sua vera grandezza come inventore ed ingegnere, sono anche quelli solitamente disegnati peggio, sparsi volutamente su diversi fogli, senza indicazioni che li colleghino. I progetti meglio realizzati erano invece destinati al duca, ma sono quelli di minor valore, semplici e spesso miglioramenti di idee già sviluppate da altri inventori e scienziati”. Un lavoro certosino quello che viene presentato nel libro di Taddei, reso appetibile al grande pubblico da molti disegni e ricostruzioni realizzate al computer, ma anche dalle fotografie dei modellini realizzati in concreto, cercando per altro di utilizzare materiali effettivamente disponibili all’epoca. Un giusto equilibrio fra l’innegabile rigore scientifico che anima il libro e la necessità di renderlo facilmente comprensibile ed attrattivo a chi sia digiuno di informazioni sull’opera di Leonardo, obiettivo raggiunto anche tramite qualche concessione a ricostruzioni fantastiche, sempre comunque sottolineate come tali.

Per la realizzazione di questo lavoro Mario Taddei si è potuto avvalere di tutta l’esperienza della società Leonardo 3, studio con sede a Milano, in via Monte Napoleone, specializzato proprio nel condurre ricerche sull’inventore italiano, i cui risultati vengono puntualmente tradotti in libri e mostre. Da sottolineare l’attenzione a livello internazionale che è stata data a Leonardo 3. Recentemente infatti è stata dedicata una sezione particolare a due importanti opere di Leonardo, il Codice del Volo ed il Codice Atlantico, illustrate proprio dallo studio milanese, all’interno di una mostra itinerante nei Paesi del Medio Oriente con l’obiettivo di promuovere il Made in Italy. Anche in questo caso la precisione degli studi realizzati sugli scritti di Leonardo è stata tradotta in una mostra spettacolare grazie all’utilizzo di sofisticati sistemi informatici, schermi al plasma, riproduzioni virtuali tridimensionali e modellini reali capaci di suscitare grande interesse. Esposizioni analoghe si sono tenute in Giappone, sud America e prossimamente in Messico dove, in anteprima mondiale, verrà presentata la ricostruzione del soldato robot, che è altresì una delle invenzioni oggetto di studio del libro.

Il lavoro di Mario Taddei, infatti, è la ricostruzione di tre affascinanti invenzioni di Leonardo tramite l’analisi di alcuni fogli appartenenti al Codice Atlantico: il carretto automotore, il leone meccanico e il citato soldato robot. Ad ognuna di queste tre scoperte, che segnano una svolta rispetto agli studi condotti in passato è dedicato un capitolo, mentre i primi due sono una sorta di introduzione per spiegare il mondo della robotica prima e dopo Leonardo ed i fondamentali principi e congegni meccanici di cui si è avvalso Leonardo e che ha cercato di raccogliere in modo enciclopedico nel Codice Madrid. Il primo elemento che viene evidenziato è che Leonardo, nonostante il suo indiscusso genio, si è avvalso di moltissime scoperte che erroneamente gli vengono attribuite, ma che in realtà appartengono ad altri prima di lui, specie per quanto riguarda i meccanismi fondamentali della meccanica, come carrucole, ruote dentate, etc. “Questo non sminuisce assolutamente il suo valore – ha spiegato Taddei – perché la sua capacità di utilizzare questi meccanismi base per creare oggetti complessi è sorprendente.



Per altro in alcune sue creazioni, come nel leone meccanico, vengono utilizzati praticamente tutti i congegni base della meccanica che, se si andasse ad esaminare nel dettaglio un robot moderno e lo si scomponesse in toto, si scoprirebbe che sono gli stessi di quelli utilizzati da Leonardo”. Il libro evidenzia che anche altre invenzioni, che potremmo definire più appariscenti, sono erroneamente attribuite a Leonardo, ad esempio quel carro armato che spesso compare nelle mostre, mentre Da Vinci si sarebbe limitato ad apportare miglioramenti ad un progetto contenuto nel De re militari di Roberto Volturio, di cui possedeva una copia nella sua biblioteca.

 

Le tre invenzioni presentate nel libro, di cui si segue la ricostruzione passo passo, con precisi riferimenti ai disegni da cui traggono origine, sono invece profondamente complesse e danno la vera misura del valore del genio di Da Vinci. Nelle oltre 400 pagine il libro mostra paragoni con le opere di altri autori, fa excursus su altri disegni ed opere artistiche, ma soprattutto fa capire pienamente al lettore la difficile opera di ricostruzione che sta alla base di questo lavoro, esponendo tutte le varie ipotesi prese in considerazione e fornendo i motivi per cui l’una è preferibile all’altra. Visto poi che nei fogli esaminati sono presenti disegni riferibili non solo alle tre invenzioni direttamente prese in considerazione, data la citata abitudine di Leonardo di ‘mischiare’ i propri progetti, ad essere illustrate sono anche altre invenzioni, come ad esempio il planetario meccanico. Un lavoro pregevole ed affascinante, che verrà probabilmente ripetuto, come ha confermato il suo autore: “Questo libro è scaturito dall’esame di meno di 10 fogli di Leonardo, che ne ha prodotti alcune migliaia”. Tutto lascia pensare a prossime edizioni che illustreranno nuove scoperte, ma intanto i curiosi hanno sicuramente di che saziarsi.

Marco Rogna
articolo tratto da:Voce d' Italia
http://www.voceditalia.it/articolo




 
 




 
     
 
 

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