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_Le macchine di Leonardo Da Vinci
_2xx Macchine da guerra

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- Le Macchine di altri Ingegneri Rinascimentali

- Pagina macchine semplici
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001 ~ Ponte Autoportante ~ Codice Atlantico, f. 69ar e 71v (1487-1489).
 

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  Il ponte autoportante arcuato è un modello leggero e forte che sta in piedi grazie alla geniale tecnica di incastro pensata da Leonardo. Costruito con travi di legno, grazie alla sua forma arcuata, distribuisce le forze di carico in modo che i pezzi longitudinali si stringano a forbice su quelli trasversali mantenendo in piedi l'intera struttura.

002 ~ Ponte Girevole ~ Codice Atlantico, f. 855r (1487-1489).
 

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  Per mezzo di un articolato sistema di argani e rulli di scorrimento, il ponte viene fatto ruotare di 90° permettendo il passaggio d'imbarcazioni.

003 ~ Gru Saliscendi ~ Codice Atlantico, f. 3r e 4r (1503,1504)
 

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  Leonardo progetta questa macchina per velocizzare le operazioni di rimozione della terra durante gli scavi per la realizzazione di canali. Essa è in grado di spostarsi grazie a un ingegnoso sistema di rotaie e viti per seguire l' avanzamento dei lavori. Si tratta di un'enorme gru a doppio braccio azionata da una sola corda che funziona sul principio del saliscendi: le squadre di scavatori lavorano su tre livelli sincronizzando le loro operazioni in modo che ogni volta che un contenitore di terra è pieno viene sollevato rispedendo in basso il contenitore scarico per mezzo del peso dei lavoratori, che lo utilizzano come ascensore per tornare sul posto di lavoro. Il lavoro era organizzato nel seguente modo: mentre una squadra di scavatori riempiva il cassone in basso, un' altra squadra scaricava il cassone legato all'altro capo della corda fuori dal canale. Quando il cassone in basso era riempito, la squadra all'esterno, che nel frattempo aveva recuperato energie, saltava dentro il cassone raggiungendo il proprio posto di lavoro, mentre gli operai in basso uscivano dal canale e andavano a scaricare il cassone pieno di terra.

004 ~ Sega Idraulica Automatica ~ Codice Atlantico, f. 1078r (1500).


 

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  L'abbinamento del motore idraulico con il dispositivo biella manovella permise di automatizzare il movimento delle macchine operatrici. Il disegno più antico di sega idraulica si trova nel taccuino dell'architetto ingegnere medievale Villard de Honnecourt (1270). Il modello di Leonardo, derivato da Francesco di Giorgio, è dotato di un particolare dispositivo di fermo che mantiene il pezzo di legno in lavorazione aderente alla lama durante il taglio.

005 ~ Barca a Pale a manovella ~ Codice Atlantico, f. 1063 r (1487-1489).
 

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  Se una ruota a pale sfruttando l'energia dell'acqua corrente permetteva di mettere in movimento gli alberi motori delle macchine operatrici, era possibile anche il contrario: mettendo in movimento manualmente l'albero a gomito era possibile usare le pale della ruota come una serie di remi che in successione colpivano l'acqua facendo avanzare la barca. Anche questa speciale imbarcazione è un invenzione medievale e Leonardo ce ne offre una versione aggiornata che prevede il montaggio di due volani sull' asse delle manovelle di azionamento.

006 ~ Vascello Corazzato ~ Codice Atlantico, f. 172r (1487-1489).
 

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  Questa speciale barca da assalto rientra, probabilmente, in quella serie di progetti che Leonardo presentò a Ludovico il Moro per ottenere un incarico da ingegnere. Si tratta del disegno di un'imbarcazione leggera dotata di una prua corazzata in metallo, che serve per speronare l'imbarcazione nemica, e uno scudo ruotante, che si apre nel momento dell'arrembaggio. Il sistema di propulsione non è disegnato, ma possiamo immaginare un dispositivo a pale ruotanti.

007 ~ Cannone a Vapore ~ Manoscritto B, f. 33v (1488).
 

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  Questo cannone, che fu realmente costruito duecento anni dopo che Leonardo ne aveva fermata l'idea sulla carta (durante la guerra di secessione americana), funziona utilizzando come propulsione l'espansione del vapore. Quando la culatta del cannone è incandescente, attraverso una valvola, vi si immette dell'acqua che, trasformandosi immediatamente in vapore, si espande generando la forza necessaria al lancio del proiettile.

008 ~ La Città Ideale ~ Manoscritto B, f. 37v (1488).
 

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  Il mito rinascimentale della città ideale in Leonardo si concretizza in un disegno urbanistico che, oltre al rigore geometrico, si caratterizza per la perfetta integrazione con una rete di canali che doveva servire sia per scopi commerciali sia come sistema fognario. Gli edifici, inoltre, erano concepiti come delle macchine idrauliche che, per mezzo di sistemi meccanici di sollevamento, distribuivano l'acqua in tutte le stanze e nelle botteghe artigiane dove l' energia idraulica azionava vari tipi di macchine operatrici.
Macchine semplici
_2xx Macchine da guerra
Le macchine semplici sono gli elementi su cui si basano le complesse macchine di Leonardo. Esse non sono state inventate da Leonardo ma egli le utilizza, combinandole, per creare macchine più complesse che hanno scopi precisi.
 
Puleggia/carrucola ~ Codice Madrid I, f. 71r.
 

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    Le carrucole, semplici o composte, servono per sollevare pesi direzionando la forza di tiro di una corda in una direzione diversa dalla forza di trazione.


Piano inclinato ~ Codice Madrid I, f. 64v.

 

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      Il piano inclinato sfrutta il peso di un oggetto che scivola o rotola su di esso per spostarlo in direzione diversa da quella perpendicolare.

Leva ~ Codice Madrid I, f. 23r.

 

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  La leva è costituita da un asse rigido che poggia su un punto di rotazione. La forza applicata ad un'estremità si trasmette all'altra estremità con intensità proporzionale alla distanza dal fulcro.

Ingranaggi dentati ~ Codice Madrid I, f. 5r.
 

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  Leonardo affronta scientificamente il concettodi trasmissione a ingranaggi dentati, studiando l'interazione dei denti tra due ruote di diversa dimensione e traendone regole geometriche.

Giunti ~ Codice Madrid I, f. 62r.
 

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      I giunti servono per serrare meccanicamente due estremi. Leonardo ne disegna molti tipi e suggerisce alcune geometrie e tecniche di trattamento a cera e olio per realizzare un giunto in legno perfetto che una volta incastrato non si possa estrarre.

Ingranaggio a lanterna ~ Codice Madrid I, f. 13r.
 

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      L’ingranaggio a lanterna o gabbia è l’inverso di un ingranaggio dentato a cui è sempre applicato. Due dischi serrano molti pioli cilindrici attorno al perno che ingranano i denti di un ingranaggio. Lo spazio vuoto tra i pioli serve come alloggiamento dei denti. Viene usato spesso perché è più facile da costruire e può avere un’escursione verticale mentre è in funzione. L’ingranaggio a corona è come un grosso ingranaggio a lanterna senza uno dei due piatti a cui viene sempre affiancato un ingranaggio a lanterna.

Biella-manovella ~ Codice Madrid I, f. 28v.

 

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Il sistema biella-manovella è utilizzato per trasformate il moto
rotatorio in lineare alternato. A una ruota viene applicata una manovella alla cui estremità è vincolata una biella. La biella è un sistema composto da due aste unite tramite perni. L’asta finale della biella è vincolata a muoversi solo in una direzione e ricevendo una spinta e una trazione dalla manovella collegata si muove di conseguenza.


Cuneo ~ Codice Madrid I, f. 47r
 
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Il sistema biella-manovella è utilizzato per trasformate il moto rotatorio in lineare alternato. A una ruota viene applicata una manovella alla cui estremità è vincolata una biella. La biella è un sistema composto da due aste unite tramite perni. L’asta finale della biella è vincolata a muoversi solo in una direzione e ricevendo una spinta e una trazione dalla manovella collegata si muove di conseguenza.


Asse ~ Codice Madrid I, f. 13r

 

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Il concetto di asse e ruota è al “centro” di tutti gli ingranaggi. L’asse appoggiato o infilato in una cavità circolare riesce a ruotare mentre mantiene la sua posizione. Leonardo ne studia anche gli effetti di usura a seconda dei materiali utilizzati.


Fermi ~ Codice Madrid I, f. 117r
 

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Per applicare un freno a un meccanismo a ingranaggi Leonardo usa spesso una leva che si incastra contro i denti sagomati di una ruota bloccandola. In questo modo, però, la ruota è comunque libera di ruotare nell’altro senso, la leva del fermo può essere aiutata da una piccola molla a ritornare in posizione. Questo fermo è utilizzato spesso
per sistemi di sicurezza e nel caricamento delle balestre.


Volano ~ Codice Madrid I, f. 114r
 

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Il volano è un accumulatore di energia cinetica, Leonardo lo chiama “moto aumentativi”. All’inizio serve molta forza per mettere in rotazione il peso attaccato o costituito dalla ruota stessa, poi però quando è in rotazione è il peso stesso a restituire la sua forza rendendo difficile frenare il sistema. Il volano sarà fondamentale nella macchina a vapore di Watt e nei sistemi a feedback.


Articolazioni ~ Codice Madrid I, f. 100v
 

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I vari tipi di articolazione meccanica sono fondamentali nella costruzione di robot e automi. Nel codice Madrid I se ne trovano di diversi tipi. Alla base c’è l’uso del perno/asse, per ogni perno si ha un grado di libertà di rotazione. Innovativa e sorprendente è l’articolazione a sfera a innesto che consente d’imitare l’articolazione delle ossa umane con un’ampia libertà di movimento.


Camma ~ Codice Madrid I, f. 6v
 

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La camma è un dispositivo realizzato con una ruota con profilo irregolare o con innesti che creino il profilo voluto. La ruota irregolare spinge o sposta con il suo bordo una leva e le fa compiere un movimento che ne segue il profilo. In questo caso, il profilo alza il martello con una leva per poi farlo cadere con un colpo per ogni rotazione della camma.


Catene ~ Codice Madrid I, f. 10r
 

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Leonardo disegna numerosi tipi di catene. La catena è un insieme di elementi metallici collegati tra loro tramite perni. Rispetto a una carrucola, la catena può essere afferrata tra i denti di un ingranaggio ed è comunque più resistente. È errato individuare qui la prova dell’ideazione della bicicletta con pedali e catena poiché Leonardo disegna solo sistemi a catena verticali allo scopo di sollevare pesi o contenitori.


Cuscinetti ~ Codice Madrid I, f. 20v
 

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Leonardo per primo studia seriamente l’utilizzo dei cuscinetti per ridurre l’attrito. Se tra due superfici rotanti vengono interposte delle sfere od oggetti cilindrici, questi riducono enormemente l’effetto di attrito che tenderebbe a fermare il meccanismo. Leonardo studia diverse forme e materiali a seconda del loro utilizzo.


Vite ~ Codice Madrid I, f. 86v
 

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La vite è analizzata matematicamente e geometricamente da Leonardo che la descrive come un piano inclinato avvolto su un asse. In questi termini il “dado” scivola e sale sul piano della vite spostandola. Una sezione di vite può essere usata per ingranare una ruota dentata e in questo caso prende il nome di vite senza fine.


Molla ~ Codice Madrid I, f. 84r
 

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La molla è un lungo pezzo metallico, elastico, avvolto più volte a spirale attorno a un asse. Se l’asse viene ruotato, la banda metallica si comporta come un accumulatore d’energia elastica che viene rilasciata riportando l’asse nella posizione iniziale. Principale caratteristica delle molle è che l’energia elastica accumulata è massima all’inizio del rilascio e molto debole a fine corsa. Le molle a spirale restituiscono una forza rotante quelle di altra forma restituiscono la forza in direzione opposta all’accumulazione.


Pendolo ~ Codice Madrid I, f. 61v
 

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La proprietà principale di un pendolo è che (semplificando) il tempo d’oscillazione
è proporzionale alla lunghezza del filo e indipendente dal peso e dall’arco di oscillazione. Leonardo ne studia gli effetti e lo applica come motore di numerosi congegni, non solo quello di misurazione del tempo, ma anche come motore per mulini e meccanismi.

             
Meccanismi composti
_2xx Macchine da guerra
Nel Codice Madrid I Leonardo disegna e studia numerosissimi meccanismi per ottenere diversi tipi di moto, spesso senza uno scopo specifico e solo per esplorare le possibilità della scienza meccanica. Sono composizioni di macchine semplici, evoluzioni o modi diversi per ottenere lo stesso risultato. Se ne contano più di cento nelle sole prime dodici pagine.
 
Moto "disuguale" ~ Codice Madrid I, f. 0v.
 

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    Leonardo comincia il codice con questo meccanismo, lo scopo è quello di ottenere un moto “diseguale”, non lineare, sull’asse (f). Questo moto viene realizzato ruotando la rotella principale tramite la manovella a cui è collegata l’asta. L’estremità dell’asta ingaggia il profilo irregolare esterno della ruota e scivolando ne segue il
profilo. Poiché è vincolata a muoversi solo orizzontalmente in tre punti, ne consegue che il moto orizzontale è programmato dal profilo irregolare.


Trasmissione a "manico" ~ Codice Madrid I, f.1r.

 

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      Nel trasmettere il moto tramite un “manico” rettilineo tra due rotelle, Leonardo sperimenta un difetto di trasmissione, il meccanismo si inceppa quando si fa ruotare la rotella. Inserisce quindi due piccoli rulli nel centro che vincolano l’asta al centro e ne migliorano la trasmissione del moto che risulta di direzione opposta. Nell’ultimo sistema, invece, con tre rotelle allineate il moto si trasmette nello stesso verso a tutte le rotelle senza difetti (tranne un leggero stallo in posizione rettilinea superata dall’inerzia del movimento).

Moto alternato a manovella ~ Codice Madrid I, f. 2r.

 

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  Leonardo chiama l’effetto di queste due macchine “confregazione contraria”. La prima, mossa a manovella, sfrutta il movimento di una grossa ruota su cui sono sistemati dei denti sul piatto a gruppi alternati. Questi denti a gruppi ingranano alternativamente prima il
rocchetto in alto e poi quello in basso. I due rocchetti trasmettono quindi il moto alternato alla luna dentata che fa scorrere l’asta dentata prima in un senso e poi nell’altro.

La seconda soluzione è più semplice, la manovella fa ruotare due mezze ruote dentate che ingranano alternativamente le due barre dentate. Le due barre sono poi vincolate tra loro dal rocchetto che le riporta in posizione iniziale e riceve un moto alternato.

Molla con trasmissione elicoidale e Motore a molla con ingranaggio elicoidale ~ Codice Madrid I, f. 4r.
 

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  Nella quarta pagina del manoscritto si incontra il primo sistema con motore a molle. Leonardo scrive che all’interno del cilindro inferiore si trova la molla e da qui in poi la darà per scontata e sottintesa ogni volta che servirà. Questo meccanismo parte dal presupposto che una molla carica cede il massimo della forza all’inizio e mentre si scarica diventa sempre più debole. Lo scopo è quindi quello di rendere lineare e
costante questa cessione d’energia. La molla carica è vincolata al perno centrale e spinge a ruotare in senso orario la cassa. Contemporaneamente, il rocchetto partendo dal punto è costretto a seguire il percorso dell’ingranaggio elicoidale. Dal momento però che è vincolato all’asse, lo fa ruotare grazie all’incastro quadrato mentre si sposta vero il centro. Leonardo è consapevole dei problemi geometricomeccanici che incontra il rocchetto nell’avvicinarsi al centro e suggerisce anche che i denti del percorso siano più distanti di quelli nel percorso iniziale. L’asse trasmette quindi il moto alla grossa ruota laterale.

Moto levigante ~ Codice Madrid I , f. 2v.
 

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      Questo meccanismo è composto da due tipi di moto risultante. Muovendo la manovella si mettono in moto rotativo le due aste. L’asta superiore trasmette il moto rotativo a sinistra sopra la base passando per il foro. Contemporaneamente, l’asta inferiore trasmette il moto rotatorio alla seconda asta che lo trasforma in moto rettilineo alternato
col giunto e la carrucola alla base. Ne risulta un complesso moto della base dell’asta, utile per esempio per levigare specchi piani.

Rotazione alternata ~ Codice Madrid I , f. 11v.
 

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      Il meccanismo che prende il moto da una manovella mette in movimento rotativo la grossa ruota dentata tramite una trasmissione a gabbia. La grossa ruota presenta 16 denti sistemati esternamente solo per metà. In questo modo, il sistema ingrana alternativamente prima il rocchetto di destra e poi quello di sinistra. I rocchetti esterni sono collegati forse a
due piatti o ingranaggi superiori che ricevono quindi un moto rotativo alternato. Dato il numero di denti indicati, i piatti dovrebbero girare alternativamente due volte per poi fermarsi per altrettanto tempo.

Moto alternato a palette e a coda di rondine ~ Codice Madrid I , f. 7r.

 

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Sulla pagina 7r Leonardo enuncia la regola sul numero di denti di un ingranaggio. In più presenta due macchine per il moto alternato. La prima, mossa a manovella, fa ruotare una ruota con cinque denti che spostano alternativamente sopra e sotto due palette vincolate a un’asta verticale. L’asta con le palette si muove alternativamente spostando l’asta orizzontale di moto alternato. La seconda macchina presenta due grosse ruote mosse da una manovella. Queste hanno nove denti collocati in modo alternato, che di volta in volta ingaggiano e spingono la doppia leva a forma di coda di rondine che quindi oscilla alternativamente. Il meccanismo finisce per spingere l’asta superiore con moto rettilineo alternato.


Moto programmato a percorso ~ Codice Madrid I, f. 8r
 
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In questi due sistemi è presente una innovazione notevole. Su una grossa ruota è inciso un percorso ondulato la cui forma è “programmabile” a piacere. Nel solco vengono inserite una o più punte
vincolate a un perno costrette a seguire il percorso quando la la ruota gira. In questo modo, si producono uno o più moti oscillatori programmati a seconda dell’ondulazione ciclica. Nel primo caso,
il doppio solco simmetrico potrebbe servire per azionare una cesoia che viene mantenuta in posizione da un blocco superiore. Nel secondo, il meccanismo è una paletta come quella degli orologi che Leonardo assicura essere più silenziosa.


Giroscopio gravitazionale ~ Codice Madrid I, f. 13v.

 

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Questo sistema ad anelli permette di mantenere la posizione iniziale della semisfera interna indipendentemente dalla sua rotazione. I tre anelli esterni sono vincolati in rotazione tra loro tramite due perni ad anello con una sfasatura di 90° tra ogni coppia. In questo modo, il sistema interno ha la libertà di muoversi liberamente sui tre assi (X, Y, Z). Il peso inferiore mantiene orizzontale la semisfera interna. Lo stesso sistema era adottato sulle navi per mantenere stabile una lampada a olio nonostante il beccheggio causato delle onde.


Molla autobloccante ~ Codice Madrid I, f. 13v.
 

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All’interno del cilindro c’è una molla che conferisce moto alla ruota dentata sottostate. Nella parte superiore, è montata un’asta curva con una rotella che scorre e appoggia sul piano superiore a forma di chiocciola con un dislivello. La rotella è mantenuta in pressione sul piano dall’arco metallico. In questo modo, il meccanismo è libero di girare solo in un senso, perché nell’altro verrebbe bloccato dalla rotella che sbatte contro la parete del dislivello.


Carica a molla progressiva ~ Codice Madrid I, f. 14r
 

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Questo complesso sistema d’ingranaggi serve a sfruttare al massimo l’energia di una molla. La molla carica è nascosta nel contenitore. Quando il meccanismo viene rilasciato tramite lo sblocco del fermo, la molla comincia a spingere l’ingranaggio elicoidale che sfrutta l’iniziale forte potenza della molla con un passo breve e nel ruotare si abbassa in automatico aumentando sempre più il passo. In questo modo, anche la forza debole residua della molla viene sfruttata fino in fondo. L’ingranaggio elicoidale fa ruotare il rocchetto e quindi infine la ruota superiore. Contemporaneamente, il meccanismo in basso permette al blocco della molla di spostarsi lentamente e progressivamente verso destra. La manovella serve per ricaricare a mano la molla.


Motore a molla sfasato ~ Codice Madrid I, f. 16r.
 

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La molla è nascosta nella parte inferiore e ha come polo di rotazione l’asse. L’avvolgimento è dunque decentrato e causerà un movimento della cassa strano, ma utile. Infatti, sulla cassa è posta una spirale con denti che oltre ad allontanarsi dal polo si alza. Questo ingranaggio spiraliforme ruotando ingrana il rocchetto conico superiore che è vincolato tra i punti. Il rocchetto è un ingranaggio a gabbia conico. Inizialmente il raggio corto sfrutta la potenza della molla e il raggio finale ampio la carica residua. Il rocchetto è collegato direttamente alla ruota finale.


Rotazione alternata a spicchi ~ Codice Madrid I, f. 21r.
 

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Leonardo cerca di migliorare il sistema di rotazione alternata che ha dei difetti d’ingranaggio e propone qui la realizzazione del meccanismo principale utilizzando uno spicchio di cerchio a 45 gradi. La manovella mette in rotazione la ruota con 32 denti disposti solo sulla sua metà. Questi ingranano alternativamente prima lo spicchio che mette in rotazione il piatto che compie quattro giri. Nella fase successiva, la ruota che continua a girare nello stesso verso ingrana lo spicchio, che allo stesso modo fa ruotare quattro volte il piatto. È interessante l’utilizzo di un campanello che a fine corsa dello spicchio viene scosso e suona mentre lo spicchio <eruota.


Trasmissione a fasce ~ Codice Madrid I, f. 23r
 

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In questo sistema la trasmissione del moto alternato manuale a una campana che suona avviene tramite fasce di stoffa o cuoio. Leonardo suggerisce la trasmissione a fasce quando non si vuole avere il rumore degli ingranaggi. Nel secondo meccanismo l’effetto di movimento alternato viene fornito dalla doppia ascia dentata che ingrana alternativamente i rocchetti. Questa viene mossa a mano tramite un’asta.


Moti con traiettoria programmata ~ Codice Madrid I, f. 24r.
 

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Girando la ruota a tramite il ruotino si ottiene il movimento della rotella, che è libera di muoversi seguendo solo la scanalatura lineare. Se vincolata o messa in verticale, per gravità seguirà, avanti e indietro, il percorso stabilito. Sulla ruota invece, c’è un complesso solco a forma di doppia spirale. In questo caso, c’è una spoletta che viene inserita nel solco. Quando la ruota gira, e la spoletta è vincolata a muoversi solo in un senso, questa segue il percorso stabilito e riesce anche a superare gli incroci grazie alla sua forma lenticolare. Variando la geometria del percorso, si possono ottenere movimenti programmati.


Moto rettilineo alternato con trasmissione a cinghia ~ Codice Madrid I, f. 30v
 

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Il sistema viene azionato dalla manovella che trasmette il moto tramite
una vite senza fine alla ruota, la quale girerà sempre in senso antiorario. Sulla ruota sono montati 12 denti solo nella sua metà frontale, in questo modo la sequenza si divide in due movimenti. Prima viene ingranato il rocchetto superiore che spinge la cinghia e la fa ruotare in senso orario, poi alternativamente per ogni giro di R1 viene ingranato anche il rocchetto inferiore, che fa ruotare la cinghia in senso antiorario. La cinghia si muove quindi in avanti e indietro alternativamente, spostando il ferro che le è agganciato. Leonardo suggerisce di non far girare la manovella troppo velocemente, altrimenti gli ingranaggi saltano.


Motore a molla elicoidale ~ Codice Madrid I, f. 45r.
 

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Questo motore a molla è un’evoluzione degli altri due presenti nelle pagine 4r e 16r. La molla, che questa volta Leonardo precisa essere d’acciaio temperato fornisce un moto rotatorio a tutto il blocco centrale. In questo modo, il rocchetto vincolato a scorrere solo verticalmente tra gli assi centrale e laterale viene spinto e fatto ruotare sopra la “scala a chiocciola” dentata. I denti dell’ingranaggio a gabbia appoggiano e ingranano i denti della spirale esterna. Il punto C appoggia invece sulla spirale liscia interna. Nei due giri e mezzo che permette questo sistema (gli altri permettevano solo un giro), il rocchetto che è collegato a una grossa ruota con ingranaggio a corona oltre a ruotare si sposta in alto ingranando il piatto superiore. L’ingranaggio ruota e scivola sul rocchetto con scanalature. Per rendere chiaro il meccanismo Leonardo ci propone anche una sezione del motore centrale.


Analisi della biella ~ Codice Madrid I, f. 86r.
 

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Molto spesso Leonardo analizza i meccanismi proponendo vari esperimenti con piccole modifiche allo scopo di trovare la soluzione migliore. In questo caso, per esempio, analizza l’efficienza del sistema biella-manovella, proponendo due tipi di bielle (che chiama “la mezana”) una corta e una lunga. Suggerisce quindi l’uso di una biella molto lunga che renda il movimento più fluido, invece di quella corta che può anche incepparlo.


Volani a manovelle ~ Codice Madrid I, f. 86r.
 

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Per azionare un volano, si usa un sistema biella-manovella inverso, che sarà poi il principio meccanico della macchina a vapore. In questo caso, per aumentarne la velocità, Leonardo suggerisce di raddoppiare, triplicare e quadruplicare i sistemi di manovelle. Nel sistema a quattro manovelle disposte intorno al volano, aggiunge due piatti rotanti che indicano l’utilizzo della potenza fornita in più. Il sistema a quattro bielle è meccanicamente simile ai motori moderni a quattro pistoni collegati a quattro bielle che fanno girare l’asse.


Carrucole multiple ~ Codice Madrid I, f. 87 e 88r.


 

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Il concetto di carrucola può essere utilizzato anche per far muovere ingranaggi e non solo per sollevare pesi. Inoltre le possibilità di combinare moti diversi sono infinite e si può sfruttare la lunghezza della corda per trasmettere il moto molto lontano. Si eliminano anche gli attriti generati dagli ingranaggi e il loro rumore. A seconda di come arriva la corda e dall’inclinazione della carrucola, si possono ottenere rotazioni in ogni direzione. L’aspetto fondamentale è che la corda avvolga almeno per metà la carrucola per poterla ingaggiare per attrito. Questi sistemi sono alla base del soldato robotica.


“Rote sanza denti” ~ Codice Madrid I, f. 97v.


 

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Nello sperimentare l’utilizzo delle carrucole, Leonardo ci propone anche dei metodi sperimentali per verificare le teorie. In questo caso, sono presenti cinque coppie di pesi collegati tra loro con corde e carrucole. Ogni coppia passa per il pilone rotante centrale con avvolgimenti che aumentano di mezzo giro ogni volta a scendere. Lo scopo è quello di capire quanto l’attrito delle carrucole riesca a spostare i pesi trascinando la corda. Il Codice Madrid è infatti ricco anche di concetti di statica e geometria spiegati tramite esperimenti meccanici.


Ingranaggi a vite e trapano a punta di diamante ~ Codice Madrid I, f. 119v.


 

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Leonardo studia anche strumenti per realizzare le macchine. In questo caso, propone un trapano a punta di diamante, utile quindi a forare qualsiasi superficie. Il moto è dato da un grosso volano mosso con la manovella che mantiene in rotazione il sistema con l’inerzia. Il volano fa ruotare il rocchetto del trapano. Sul trapano è posta una grossa palla di piombo che fa pressione sul pezzo sottostante. La punta di diamante dev’essere raffreddata con acqua, esattamente come si fa anche nell’industria moderna.


Meccanismo levigante ~ Codice Madrid I, f. 119v.


 

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È uno dei tanti meccanismi che si può considerare come una macchina completa, perché se ne intravede la funzione finale. Infatti, oltre alle macchine semplici e ai meccanismi composti, il Madrid I propone anche alcune macchine quasi complete e pronte a funzionare. In questo caso, Leonardo studia un meccanismo per levigare una pietra o uno specchio. La manovella ingrana l’asse sottostante, che mette in moto rotatorio la base dove appoggiare lo specchio da levigare. Contemporaneamente, la manovella muove un sistema a biella che mette in moto rettilineo alternato la pietra levigante che scorre tra quattro rulli e appoggia direttamente sullo specchio. Nel secondo sistema alternativo, la manovella ingrana direttamente la ruota e contemporaneamente fa oscillare avanti e indietro il sistema a tre bielle vincolate nel punto X.

             
_1 Macchine e studi sul volo
_2xx Macchine da guerra
101 ~ Vite Aerea ~ Manoscritto B, f. 83v (1489).

 

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  Fra le macchine volanti concepite da Leonardo, la vite aerea costituisce un'alternativa ai modelli ad ala battente. La particolarità di questa macchina consiste nell'ipotesi tecnico-scientifica su cui si basa la possibilità di volare: l'enorme vela ad elica ruotando doveva avvitarsi nell'aria sollevando la macchina. Leonardo si richiama qui al principio della vite dal quale fu affascinato fin dalla gioventù quando, a Firenze, aveva visto all'opera le macchine per il sollevamento dei pesi ideate da Brunelleschi. Questa ipotesi del volo presuppone anche l'idea che l'aria abbia un certo spessore materiale, necessario perché la vite possa procedere attraverso esso.


102 ~ Esperimento Con Ala Battente ~ Manoscritto B, f. 88v (1487-1489).

 


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  Macchina sperimentale utilizzata per verificare la capacità della forza umana di battere con sufficiente energia l'ala della macchina. Secondo un'altra interpretazione, la stessa macchina potrebbe essersi dimostrata utile per verificare anche il comportamento dell'ala stessa durante i forti movimenti che avrebbe dovuto compiere in fase di utilizzo.

103 ~ Struttura Alare ~ Manoscritto B, f. 74r (1488).

 

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  Dopo lunghissime osservazioni sul volo e sull' anatomia degli uccelli, Leonardo concepisce questa struttura ad imitazione dello scheletro di un pipistrello.

104 ~ Meccanismi per Ali ~ Codice Atlantico, f. 1051r (1480-1485).
 

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  La vite doppia inversa consente di velocizzare le corse rettilinee necessaria per far muovere l'ala: con mezzo giro della leva la corsa viene duplicata. La campanella è il punto dove viene agganciata l'estremità inferiore dell'ala.

105 ~ Studio della Libellula ~ Codice di Ashburnham I, f. 10v.
 

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  In origine si trattava del primo foglio del Manoscritto B, opera di Leonardo dedicata soprattutto allo studio di possibili macchine volanti. Si presume che il genio di Vinci abbia iniziato gli studi di queste macchine partendo da un'ispirazione di natura biologica, osservando insetti e animali volanti, come in questo caso una libellula.

106 ~ Studio per Ali Artificiali ~ Codice Atlantico, f. 844r .
 

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  Questo è lo studio delle strutture meccaniche per imitare il movimento delle ali degli uccelli. Leonardo sembra intenzionato a sperimentare questi meccanismi realizzando un modellino in scala ridotta ricoperto di penne d’uccello. Quando l’asta inferiore viene messa in moto, l’ala viene mossa su e giù, contemporaneamente vengono tirati dalla carrucola i tiranti che piegano le punte finali dell’ala.

107 ~ Macchina Volante ~ Manoscritto B, f. 74v - 75r .

 

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Una delle versioni di macchina volante progettata da Leonardo.
La posizione del pilota era supina e i meccanismi venivano azionati con due pedali.


108 ~ Struttura alare articolata ~ Manoscritto B, f. 74v - 75r .
 

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Una delle diverse versioni di macchina volante progettata da Leonardo.
Questo aliante poteva muovere le ali in su ed in giù tramite il movimento alternato di due pedali.


109 ~ Aliante ~ Codice di Madrid I, f. 64r

 

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Il progetto dell'aliante è tra i più originali tra quelli sul volo. Il suo funzionamento è molto simile a quello di un moderno aquilone: la struttura planante in tela è manovrabile tramite due coppie di corde che permettono di spostarla a destra/sinistra e su/giù in modo da direzionare il mezzo.


110 ~ Macchina volante - aliante ~ Codice Atlantico, f. 70r .
 

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Nel foglio 70r troviamo il progetto per una macchina volante: in alto, i disegni rappresentano la piegatura delle ali viste lateralmente; al centro, un disegno molto leggero presenta la vista complessiva frontale con una sagoma umana posta al centro; in basso, c’è il disegno dettagliato dell’ala sinistra e a lato i particolari d’aggancio alla struttura centrale.


111 ~ Ornitottero ~ Manoscritto B, f. 80r .
 

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112 ~ Studi sul volo degli uccelli ~ Codice sul volo, f. 15v
 

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_2 Macchine da guerra
_2xx Macchine da guerra
201 ~ Bombarda Multipla ~ Codice Atlantico, f. 1ar (1503-1505).
 

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      Si tratta di una speciale casamatta capace di sparare a ripetizione proiettili su più fronti. Dal disegno si possono ipotizzare varie destinazioni d’uso: navali e terrestri. Questo modello la rappresenta nella versione montabile su una torre.


202 ~ Bombarda a frammentazione ~ Codice Atlantico, f. 33r (1504).
 

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  Questa enorme bombarda che ricorda la forma del mortaio, lancia proiettili esplosivi che in aria si frammentano cadendo a grappolo sui nemici.

203 ~ Ponte d'Assalto ~ Codice Atlantico, f. 1074r (1500).
 

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  Nel manoscritto ci sono due versioni di un ponte militare d’assalto. Studiato per essere trainato o spinto sull’altra sponda di un fiume, proteggeva i soldati con lo scudo frontale e con la copertura in legno. Nella seconda versione, la punta è apribile dall’interno ed il ponte si muove con una manovella posteriore.

204 ~ Circumtronico ~ Manoscritto B, f. 82v (1503,1505).
 

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  Questa particolare imbarcazione che sembra dotata di una serie di bombarde a ripetizione, è in realtà un'ipotesi, una sorta di esperimento mentale per neutralizzare gli effetti dell'contraccolpo. Diversamente a quanto lascia credere il disegno, Leonardo annota che lo sparo deve avvenire simultaneamente in due bombarde contrapposte.

205 ~ Carroarmato ~ London, British Museum, Popham n. 1030 (1485).
 

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  Il carro armato può essere visto come un circumtronico terrestre. Si muove su quattro ruote motrici azionate da un sistema di leveraggi a manovella e, come una casamatta, può sparare in ogni direzione.

206 ~ Carro Falciante ~ Torino, Biblioteca Reale, f. 15583r (1485).
 


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  Il carro falciante è una micidiale arma da combattimento campestre di tradizione antica. Il modello di Leonardo monta delle micidiali lame ruotanti in orizzontale azionate per mezzo di una trasmissione che prende il moto dall'asse delle ruote. Una variante prevede l'azionamento per mezzo di una giostra manuale.

207 ~ Bombarda Smontabile ~ Codice Atlantico, f. 154br (1478-1485).
 

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  La bombarda è un cannone fuso in più parti le quali vengono montate insieme per mezzo di un accoppiamento filettato. Le enormi dimensioni rendevano difficile il trasporto e la messa in opera. Anche il sistema di puntamento non era agevole e fu presto abbandonata in favore delle artiglierie di calibro minore realizzate in monofusione.

208 ~ Artiglieria con Alzata a Pioli ~ Codice Atlantico, f. 32r (1482)
 

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      Questa soluzione permette di variare l'altezza di tiro agevolmente spostando i fermi lungo la ghiera forata.

209 ~ Balestra Gigante ~ Codice Atlantico, f. 149r (1500)
 


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  Si tratta dello studio fantastico di un'enorme balestra destinata più a suscitare stupore che ad essere effettivamente costruita. Per caricarla Leonardo prevedeva l'utilizzo di un tenditore a vite.

210 ~ Cannone a Vapore ~ Manoscritto B, f. 33v (1488).
 

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  Questo cannone, che fu realmente costruito duecento anni dopo che Leonardo ne aveva fermata l'idea sulla carta (durante la guerra di secessione americana), funziona utilizzando come propulsione l'espansione del vapore. Quando la culatta del cannone è incandescente, attraverso una valvola, vi si immette dell'acqua che, trasformandosi immediatamente in vapore, si espande generando la forza necessaria al lancio del proiettile.

211 ~ Catapulta ~ Codice Atlantico, f. 140abr (1485-1490)