L'Automobile di Leonardo
aprile - maggio 2004
Istituto e Museo di Storia della Scienza
Piazza dei Giudici, 1 - Firenze
Banca di Credito Cooperativo di Cambiano
Piazza Giovanni XXIII, 6 - Castelfiorentino
IDEAZIONE, COORDINAMENTO SCIENTIFICO E STESURA TESTI
Paolo Galluzzi
CONSULENZA SCIENTIFICA
Carlo Pedretti
Mark E. Rosheim
ORGANIZZAZIONE
Istituto e Museo della Scienza, Firenze
CON LA COLLABORAZIONE DI
Comitato Scienza, Cultura, Innovazione
MODELLIZZAZIONI DIGITALI, DISEGNI COSTRUTTIVI E COMUNICAZIONE
Studioddm
Mario Taddei
Edoardo Zanon
MODELLI FUNZIONANTI
Opera Laboratori Fiorentini
SI RINGRAZIANO PER LA COLLABORAZIONE
Museo Leonardiano, Vinci -
Romano Nanni,
Elena Testaferrata
Fondazione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" - Salvatore Sutera
Biblioteca dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza - Stefano Casati
CON LA COLLABORAZIONE DI
Francesca Fares
Pietro Corsi
Sara Bonechi
Giulia Fiorenzoli
Alessandra Lenzi
Marella Ceratto
Fernando Lombardi
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MATERIALE
DA SCARICARE
- Inaugurazione
- Modelli fisici e 3D
- Allestimento
La cosiddetta "automobile" di Leonardo ha suscitato il vivissimo interesse di molteplici studiosi fin dagli inizi del secolo XX. Essa ha generato un'intensa produzione di modelli, ancora oggi esposti nei musei vinciani. Tutte quelle ricostruzioni si fondavano tuttavia su un errore di interpretazione, che è stato rilevato solo pochi anni fa grazie a una penetrante intuizione di Carlo Pedretti, della quale Mark Rosheim ha successivamente fornito la prima organica interpretazione meccanica. I due autori hanno infatti dimostrato che l'"automobile" era azionata non dal sistema di balestre osservabili nel disegno di Leonardo (che rappresentano un sofisticato sistema di regolazione del movimento e di programmazione dello sterzo), ma da una coppia di motori a molla. Gli studi compiuti per realizzare il modello digitale dinamico e i modelli funzionanti hanno permesso di approfondire ulteriormente la natura del progetto vinciano, consentendo di decifrare il significato di alcuni particolari rimasti fin qui inesplicati. Da questi sforzi è scaturita un'immagine interamente nuova dell'"automobile" di Leonardo: un sofisticato dispositivo programmabile, destinato a produrre effetti speciali in qualche festival cortigiano.
Il foglio 812r del Codice Atlantico Il disegno più organico e meglio definito dell'"automobile" è registrato da Leonardo nel f. 812r del Codice Atlantico, assegnabile al 1478. Il foglio vinciano evidenzia due fasi di progetto; il disegno superiore delinea infatti il primo abbozzo, mentre quello sottostante illustra lo stato di progetto più avanzato. Leonardo ha inoltre analizzato in dettaglio alcuni dei meccanismi del carro semovente. Tra gli altri disegni collegabili al progetto dell'automobile rivestono particolare rilievo soprattutto i ff. 17v e 114r del Codice Atlantico, mentre numerosi codici e disegni sparsi di Leonardo conservano studi di specifici meccanismi riferibili all'automobile.
Il modello digitale
L'utilizzo delle tecnologie informatiche ha rappresentato il fattore innovativo fondamentale nel progetto di costruzione del modello funzionante dell'"automobile" di Leonardo. Per la prima volta è stato realizzato un modello digitale tridimensionale dinamico e interattivo: mentre i diversi meccanismi compiono i loro cicli, le ruote girano e i motori a molla scaricano l'energia, l'utente può liberamente selezionare i punti di vista più vantaggiosi dai quali osservare il carro in movimento. Dai risultati della modellizzazione digitale sono derivati i disegni esecutivi quotati utilizzati per la costruzione dei modelli funzionanti. È stato inoltre allestito un sito web con funzioni interattive. Il sito presenta l'intera documentazione relativa all'automobile di Leonardo e alla sua fortuna (http://brunelleschi.imss.fi.it/automobile).
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