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FACSIMILE IN EDIZIONE LIMITATA

 
 
   
1. IL LIBRO DEI SEGRETI RISULTANTI DAI PENSIERI >
 
 
2. STUDIO DEL MANOSCRITTO >
 
 
3. IL FAC-SIMILE >
   

 

 

   

“Quando ho osservato che la meccanica stava morendo e che la sua eredità aveva preso una via lontana dalla verità, ho sciolto i miei segreti: ho deciso di portarle alla luce e le ho ordinate in capitoli che le spiegano e in disegni che le illustrano, in modo che la loro realizzazione sia semplice per l’artigiano intelligente. Sono trentuno e sono prive di errori. Ventuno sono orologi. Due le ha progettate chi mi ha preceduto. Io le ho spiegate e le ho ordinate, e tu osservale e costruiscile: vedrai le meraviglie del loro funzionamento e svelerai il mistero dei loro segreti”.

 
 
 
   
 

KITAB AL-ASRAR FI NATAYIJ AL-AFKAR

di Massimiliano Lisa

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Il Libro dei segreti risultanti dai pensieri è conservato nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze ed è stato completato nel 1266. La data è scritta sul suo ultimo foglio, il 48v, che ne riporta anche il titolo: “Kitab al-Asrar fi nataij al-Afkar”. Quest’ultimo è menzionato anche all’inizio del primo foglio, ma la sua seconda parte è mutilata per i danni presenti sulla pagina (la maggior parte del manoscritto ha la metà destra mancante e poi restaurata, ma con parti di testo e disegno perdute). L’autore è citato sulla prima pagina come [Ahmad] ibn Khalaf al-Muradi, presumibilmente un ingegnere dell’Andalusia araba del quale non si sa nulla. I riferimenti presenti nel testo fanno capire che l’originale è stato scritto a Cordova, che è stata la capitale della Spagna musulmana per quasi trecento anni.

Il manoscritto è composto di 48 fogli (96 pagine di formato 273 x 200 mm) ed è scritto a mano in modo chiaro in arabo in stile maghribi. Non c’è alcuna punteggiatura a eccezione di rare occasioni nelle quali l’amanuense ha inserito un punto alla fine di un capitolo o di una sezione principale (per esempio, al termine dell’introduzione sul foglio 1v).

Il manoscritto è rilegato insieme ad altri sette trattati e nel suo insieme alla Biblioteca Medicea Laurenziana porta la collocazione Orientale 152. È stato assemblato in questa forma nella seconda metà del Settecento sotto la supervisione del bibliotecario Angelo Maria Bandini, che riunì, perché di formato analogo, i manoscritti Orientale 281 e 282.

In quell’occasione si è provveduto sia a un restauro, sia a una nuova rilegatura. Un successivo restauro riguardante tutti i fogli è stato effettuato nel 1977, rimuovendo i precedenti interventi che coprivano parte del testo e sistemando le pagine danneggiate dall’acqua in epoca remota. Degli otto trattati presenti nel volume (che misura 292 x 205 x 40 mm), Il Libro dei Segreti è senza dubbio il più importante sia per i contenuti sia per i suoi disegni.

Nel suo insieme era descritto come Tabulae Astronomicae e la sua scoperta come trattato dedicato alle macchine si fa risalire all’ottobre del 1974 a opera di David A. King (docente inglese di storia della scienza), che ha informato subito Donald R. Hill (1922-1994), importante storico della scienza islamica a cui si devono opere come le traduzioni dei trattati di al-Jazari e dei fratelli Banu Musa. In realtà, il catalogo di Assemani lo identificava già correttamente nel Settecento come “un trattato di meccanica, intitolato Il Libro dei Misteri, contenente 34 figure”.
La storia che ha condotto il manoscritto dalla Spagna all’Italia non è stata ricostruita. È probabile che abbia seguito il percorso degli altri scritti arabi entrati a far parte della collezione della Biblioteca Medicea Laurenziana. Nel 1584, a Roma, per volere del papa Gregorio XIII e del cardinale Ferdinando de’ Medici, fu aperta, in piazza Monte d’Oro, la Stamperia Orientale Medicea. L’obiettivo era quello di pubblicare libri orientali. Per farlo era necessario procurarsi i manoscritti ai quali attingere. Questa operazione di ricerca fu affidata ai fratelli Giovanni Battista e Gerolamo Vecchietti che allo scopo fecero viaggi in Egitto, Siria, Persia e India.

   
   
 

STUDIO DEL MANOSCRITTO

 

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Il Libro dei Segreti ha un valore inestimabile perché presenta descrizioni e disegni di molti dispositivi ingegnosi, compresi apparati meccanici, orologi ad acqua, calendari automatici e macchine da guerra. Ha un’importanza storica straordinaria, dal momento che si tratta di una delle prime testimonianze scritte e disegnate di meccanismi complessi dell’antichità e non è mai stato studiato e divulgato.

Il manoscritto è stato riscoperto dal centro studi Leonardo3 nel corso di ricerche sulla tecnologia antica precedente a Leonardo da Vinci, leggendo un testo dello storico della scienza Donald Hill, che nel 1976 citava Il Libro dei Segreti definendolo d’importanza cruciale e sollecitando gli studiosi a occuparsene.

Il cofanetto in oro contenente la copia per l'Emiro del Qatar del fac-simile del Libro dei Segreti
 
   
Il mecenatismo dell’Emiro del Qatar Sua Altezza lo Sceicco Hamad bin Khalifa Al-Thani ha consentito di finanziare un intero gruppo di studio che dopo mesi di ricerca ha dato vita a risultati eccezionali.

La complessità del manoscritto fino a ieri aveva impedito agli esperti di interpretarlo. Grazie alle competenze e alle tecnologie del centro studi italiano Leonardo3, per la prima volta nella storia il manoscritto è stato trascritto e tradotto. Ma soprattutto tutte le sue macchine sono state interpretate e ricostruite. Tutto il lavoro è stato presentato nella mostra permanente allestita presso il Museo d’Arte Islamica di Doha inaugurato il 22 novembre 2008; disegnato da Ieoh Ming Pei (lo stesso architetto della Piramide del Louvre di Parigi), si estende su 45 mila metri quadrati e ospiterà tesori provenienti da tutto il mondo islamico dal VII al XIX secolo.
Il Museo d'Arte Islamica di Doha
 
   

Il manoscritto originale esiste in un unico esemplare al mondo ed è conservato alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Ne sono stati realizzati, per la prima volta nella storia, 200 fac-simile. La maggior parte sono stati utilizzati come regalo di Stato da parte del Qatar per gli ospiti più importanti dell’inaugurazione del museo di Doha. Un numero limitatissimo di esemplari è invece destinato a pochi fortunati collezionisti di opere rare, che potranno così possedere un fac-simile unico, oggi nelle mani solo di Capi di Stato e alti dignitari.

 

 

 

Il Presidente Napolitano, l'Emiro e la Sceicca del Qatar dinanzi a un'installazione museale di Leonardo3
 
   
   
 

IL FAC-SIMILE

 

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Il Libro dei Segreti è stato copiato nel 1266 (a Toledo) da un originale (andato perduto) dell’undicesimo secolo dell’ingegnere andaluso Ibn Khalaf al-Muradi. L’unica copia al mondo del manoscritto è conservata alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Non è mai stato studiato nel suo complesso, né divulgato. È una fonte unica di studio della tecnologia antica alla quale d’ora in poi si dovrà fare riferimento per arrivare alle invenzioni del Rinascimento, come quelle di Leonardo da Vinci.

Il dettaglio del fac-simile è identico all’originale dal momento che sono state utilizzate le più sofisticate tecniche di ripresa digitale in altissima definizione.

Dettaglio del fac-simile
 
   
CONTENUTO
Un sacchetto in velluto rosso
contiene: l’esclusivo fac-simile di 96 pagine (fotografato ad altissima risoluzione direttamente dall'originale), rilegato in pelle e con fregi dorati, numerato a mano; il certificato notarile attestante la tiratura limitata; i guanti per la consultazione. Viene fornito anche un cofanetto a parte con la traduzione in italiano e francese (oppure inglese) dell’intero testo arabo e le intepretazioni di tutte le macchine, sia con testi sia con immagini. Un documentario su DVD Video racconta infine il progetto.
L'edizione in fac-simile e il sacchetto che lo contiene
 
   

TIRATURA
200 copie di cui 100 già destinate a capi di Stato e dignitari di tutto il mondo.

 

 

 

Il fac-simle aperto
 
   
   
 

INTERPRETAZIONI, PROBLEMI E PROSPETTIVA

di Edoardo Zanon

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La fonte originale dalla quale siamo partiti presenta diversi problemi. Innanzitutto, tutte le pagine sono mutilate negli angoli superiori. Il manoscritto è stato danneggiato in seguito al contatto con acqua, che lo ha privato di molte parole e porzioni di disegni.

Si è provveduto pazientemente a interpretare le parti mancanti seguendo regole logiche e interpretative corrette, ma pur sempre soggette a qualche errore o interpretazione. Non escludo che durante la fase di stesura del testo originario dal quale è stata tratta questa copia fossero presenti davanti agli occhi dell’autore modelli di studio delle macchine, se non anche quelle definitive. Di questo sono convinto, perché non è possibile disegnare e raccontare macchine tanto complesse senza averne tentato la costruzione e perfezionato dettagli tecnici altrimenti non affrontabili. È possibile quindi che lo stesso al-Muradi abbia osservato questi dispositivi complessi e i loro disegni tentando una difficile operazione di riordino, disegnando schemi e scrivendo un testo descrittivo.

Il testo del manoscritto, è bene ricordarlo, è molto ordinato e non si tratta di appunti, ma di un trattato finale destinato a essere divulgato.

Le visualizzazioni 3D animate dei progetti servono per verificare cosa sia effettivamente possibile e cosa invece contenga degli errori. Tutte le interpretazioni delle macchine presentate in queste pagine sono state realizzate con l’ausilio della grafica tridimensionale, che le rende più facilmente comprensibili. Ma l’esperienza pluriennale sulle macchine antiche ci ha insegnato che le soluzioni proposte nelle ricostruzioni e nelle interpretazioni poche volte sono definitive.

Proprio l’estrema complessità di queste macchine e in molti punti anche la scarsità e l’imprecisione delle informazioni, tanto nel testo quanto nel disegno, lasciano spazio a future modifiche, miglioramenti e anche a complete revisioni dei progetti.

   
   
 

CONTATTI

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Leonardo3
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